I tuoi Rappresentanti

LEGGE 23 ottobre 2003, n. 286 - Norme relative alla disciplina dei Comitati degli italiani all’estero.

Art. 5 - Eleggibilità e composizione del Comitato

Il Comitato è composto da 12 membri per le comunità fino a 100.000 cittadini italiani e da 18 membri per quelle composte da più di 100.000 cittadini italiani (Parigi).
Sono eleggibili i cittadini italiani residenti nella circoscrizione consolare e candidati in una delle liste presentate, purché iscritti nell’elenco aggiornato e in possesso dei requisiti per essere candidati alle consultazioni elettorali amministrative.
Le liste elettorali sono composte in modo da garantire le pari opportunità e una efficace rappresentazione della comunità di
riferimento. Il capo dell’ufficio consolare, o un suo rappresentante appositamente delegato, partecipa alle sedute del Comitato, senza diritto di voto. Alle sedute del Comitato possono, altresí, essere chiamati a partecipare a titolo consultivo esperti esterni in relazione agli argomenti in esame.

Art. 7 - Membri stranieri di origine italiana

Possono far parte del COMITES, per cooptazione, cittadini stranieri di origine italiana (per la Circoscrizione consolare di Marsiglia, 4 membri cooptati). Le associazioni delle comunità italiane che operano nella circoscrizione consolare da almeno cinque anni e che sono regolarmente iscritte nell’albo dell’autorità consolare, designano, in conformità ai rispettivi statuti, un numero di cittadini stranieri di origine italiana complessivamente pari ad almeno il doppio dei membri da cooptare.
Sono eletti coloro che riportano almeno la metà più uno dei voti del Comitato.

Art. 8 - Durata in carica e decadenza dei componenti

I componenti restano in carica 5 anni e sono rieleggibili solo per un periodo massimo di due mandati consecutivi.

Presidente COM.IT.ES.

Gerardo IANDOLO

Mi chiamo Gerardo Iandolo, nato in Irpinia 62 anni fa, in un piccolo paese situato sugli Appennini Campani, Salza Irpina (AV), risiedo in Francia da 38 anni e sono il presidente COM.IT.ES uscente.

Da una quindicina d’anni mi dedico al buon funzionamento del COMITES a vari livelli. La mia candidatura, per l’ultimo mandato, è fondata prima di tutto sull’augurio di contribuire allo sviluppo delle azioni intraprese dal Comites per accompagnare le trasformazioni che conosce la presenza italiana sul territorio regionale.

Membri dell'esecutivo

Giovanni LOMBARDI - Vice Presidente

Nato il 15 agosto 1968 a San Giovanni Rotondo.

Ines IANDOLO - Tesoriera

Iandolo Ines, nata a Marsiglia nel 1977, da una madre franco-italiana e da un padre italiano. I miei nonni erano originari dalla Liguria (Genova) e dalla Campania (Salza Irpina, Avellino). Dopo aver insegnato molti anni l'italiano, insegno l’Education Socio-culturelle al Liceo Agrario di Hyères e sono assistente di direzione da  18 anni della Società Italiana di Beneficenza ed Assistenza (S.I.B.A.), una delle più vecchie associazioni italiane (creata nel 1864).

Marie-France PULVIRENTI - Segretaria

Mi chiamo Marie-France Pulvirenti. Di genitori siciliani che hanno immigrati in Francia nel 1960, vengo da una famiglia numerosa e unita, molto vicina alle sue radici italiane. Il mio amore per l'Italia non ha fatto altro che crescere di anno in anno, dandomi una vera e forte voglia di partecipare a farla vivere attraverso voi e con voi, Italiani di Francia, tanto sul piano umano, sociale, quanto artistico. Dopo avec partecipato a diverse manifestazioni, organizzate dal COM.IT.ES di Marsiglia in quanto artista,  desidero vivamente  apportare il proprio contributo per mettermi al servizio di tutti gli Italiani  per condividere momenti conviviali e  arricchenti.

Membri eletti del COM.IT.ES.

Michele BRANDO

Mi chiamo Michele Brando. Sono nato ad Orange (Vaucluse) e lavoro al "Conseil Général de Vaucluse" ad Avignone. Pur essendo nato in Francia e vivendoci, sono sempre legatissimo a tutto quello che riguarda l' Italia e gli italiani. 

Per l'uomo come per l'albero, senza radici si muore. Percio', mantenere vive le nostre radici all'estero è essenziale. E in questo, tra l'altro, il COMITES è un vettore d'Italianità, e continuare a contribuirci è e sarà sempre uno dei miei obbiettivi."

Giampaola FATTORINI-PIUZZI

Nata il 12 novembre 1950 a Sezzadio.

Pascale ROMANO

Mi chiamo Pascale ROMANO, sono nata e cresciuta a Marsiglia (Bouches-du-Rhône).

Lavoro nell’ Education Nationale come insegnante.

Questo mestiere mi dà l’opportunità di trasmettere conoscenze, principi e valori.

La mia partecipazione al COMITES mi darà l’occasione di condividere le mie origini, tradizioni italiane, alle quali sono molto legata.

Daniela Solina

Solina Daniela nata il 15/07/1965 a Tunisi (Tunisia). Sposata e madre di due figli, mi sono sempre molto impegnata nel mondo dell’associazionismo e sociale. La mia candidatura in quanto consigliere del Comites mi è sembrata un’evidenza perchè lavoro da molti anni per i cittadini italiani e francesi di origine italiana residenti nella regione. Mettere le mie competenze e le mie conoscenze al servizio di questa Istituzione mi è parso essenziale.

 

 

Carmelo TOMASINO

Nato il 10 aprile 1955 a Serradifalco

Alfredo VACCA

Mi chiamo Vacca Alfredo, sono nato il 27.08.1953 a Vallerotonda, provincia di Frosinone. Siamo emigrati con i miei genitori in Francia nel 1960, lasciando la nostra terra per cercare lavoro altrove. Mi sono ben integrato in Francia, lavorando per 44 anni nella stessa ditta (rappresentante di pezzi di ricambi per automobile).

Nel mio cuore c’è sempre l’Italia, appena possibile torno a « casa mia » !

Padre di due figli e nonno di tre nipotini, ho sempre insegnato loro la storia, i valori, le bellezze del mio paese e sono orgoglioso di dire che lo amano quanto me… Mi presento al COMITES per queste ragioni : transmettere e fare amare sempre di più l’Italia !

Valentino VITTORIO

Mi chiamo Vittorio Valentino e vivo da diversi anni a Tolosa, in Francia, dove sono insegnante, traduttore, interprete e operatore Ital.

Lasciare Napoli anni fa è stato un passo difficile per me e la mia famiglia, tuttavia, integrare qui una folta comunità italiana è stato un momento confortante, arricchente e che tiene vive le nostre origini.

Mantenere i Comites può significare mantenere unita questa comunità nei momenti difficili, ma anche avvicinarne i membri in quelli sereni, per ritrovarsi e costruire insieme importanti eventi istituzionali e umani. Proprio in questo mi sento di esprimere la mia disponibilità verso questa comunità viva, in sostegno alle sue necessità, attento alla sua evoluzione globale ma anche ai suoi singoli bisogni.

Membri cooptati del COM.IT.ES

Florence BISTAGNE

Nata l'11 novembre 1973 a Marsiglia. 

Traduttrice giurata presso la corte di appello di Aix en Provence. 

Maître de Conférence del dipartimento d’Italiano dell’Università di Avignone.

Tony DE LUCA

Nato il 6 aprile 1952 a Benevento.

Carmelo MANTA

Giovanni SCHIPANI

Nato il 2 Febbraio 1990 a Marsiglia

Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (C.G.I.E)

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Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (C.G.I.E.), istituito con Legge 6 novembre 1989 n. 368 – modificata dalla Legge 18 giugno 1998, n. 198, disciplinato dal regolamento attuativo emanato con D.P.R. 14 settembre 1998, n. 329 e nuovamente modificato dalla Legge 23 giugno 2014 n. 89 – è organismo di consulenza del Governo e del Parlamento sui grandi temi che interessano le comunità all’estero.

Saperne di più  http://www.sitocgie.com/presentazione/

LEGGE ISTITUTIVA DEL CGIE

Art. 1

  1. E’ istituito il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE).
  2. bis. Il CGIE è l’organismo di rappresentanza delle comunità italiane all’estero presso tutti gli organismi che pongono in essere politiche che interessano le comunità all’estero.

Saperne di più  http://www.sitocgie.com/legge-istitutiva/

Presidenza / Segretariato

Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero è presieduto dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Il CGIE elegge nel suo seno il Segretario Generale che convoca l’Assemblea Plenaria ed il Comitato di Presidenza, ne dirige i lavori e dà esecuzione alle decisioni assunte.

La Segreteria del CGIE ha sede presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ed è affidata ad un funzionario della carriera diplomatica di qualifica non inferiore a Consigliere d’Ambasciata.

L’attuale Segretario Esecutivo è il Consigliere d’Ambasciata Fabrizio Inserra.

Comitato di Presidenza

Il CGIE elegge nel suo seno il Comitato di Presidenza, composto oltre che dal Presidente e dal Segretario Generale, da 3 Vice Segretari Generali d’area e da un Vice Segretario Generale eletto tra i rappresentanti di nomina governativa, da un membro per ognuna delle tre aree territoriali ed uno di nomina governativa.

Il Comitato di Presidenza si riunisce sei volte l’anno con convocazione da parte del Segretario Generale. Esso cura la preparazione dei lavori del CGIE, i contatti con gli organismi interessati, l’elaborazione della relazione annuale e coordina le attività delle Commissioni. Inoltre fissa l’ordine del giorno delle Assemblee Plenarie tenendo conto delle segnalazioni ricevute dai suoi componenti.

Commissioni Tematiche C.G.I.E.

I Commissione “ Informazione e Comunicazione”

II Commissione “Sicurezza, tutela sociale e sanitaria”

III Commissione “Diritti civili, politici e partecipazione”

IV Commissione “Lingua e cultura”

V Commissione “Promozione Sistema Paese all’Estero”

VI Commissione “Conferenza permanente Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE”

VII Commissione “Nuove migrazioni e generazioni nuove”

Saperne di più http://www.sitocgie.com/commissioni-tematiche-bis/

Composizione del Comitato di Presidenza

  1. Michele SCHIAVONE – Segretario Generale
  2. Silvana MANGIONE – Vice Segretario Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei
  3. Giuseppe MAGGIO – Vice Segretario Generale per l’Europa e l’Africa del Nord
  4. Mariano GAZZOLA – Vice Segretario Generale per l’America Latina
  5. Rodolfo RICCI – Vice Segretario Generale di Nomina governativa
  6. Eleonora MEDDA – Componente per l’Europa e l’Africa del Nord
  7. Rita BLASIOLI COSTA – Componente per l’America Latina
  8. Gianluca LODETTI – Componente di Nomina Governativa
  9. Riccardo PINNA – Componente per i Paesi Anglofoni extraeuropei

Michele Schiavone

Segretario Generale del Comitato di Presidenza

Nome: Michele Schiavone

Data di nascita:18 aprile 1960

Origine regionale: Puglia, Fasano di Brindisi / Campania, Sanza (SA)

Partito di riferimento: PD (segretario nazionale svizzera)

Studi: Traduzione, interprete (San Gallo, Svizzera)

Professione: Lavora presso istituto bancario in Svizzera

Direttore della rivista Realtà Nuova, pubblicista

 

Fin da giovane si è sempre interessato alla politica, partecipando attivamente alle iniziative del movimento studentesco nei primi anni del liceo scientifico a Potenza. Ha aderito al PCI e successivamente al PDS ed ai DS della Federazione in Svizzera facendo una straordinaria ed irripetibile esperienza assieme ai lavoratori italiani, approfondendo le diverse vicende della dura vita dell’emigrazione italiana in Svizzera. Quest’esperienza educativa lo ha spinto ad impegnarsi nella lotta per i diritti civili in senso lato. Da qui l’incontro con le figure più interessanti del mondo culturale, politico, sindacale e del mondo del lavoro italiano in Svizzera, a cui è particolarmente legato, e la successiva scelta di vita, che lo ha portato, tra l’altro, a rappresentare la comunità italiana nel Comitato per gli italiani all’estero (Comites) di San Gallo e nel Consiglio Generale degli italiani all’Estero (CGIE) dal 2004.

Segretario generale del rinnovato CGIE, eletto dall’assemblea plenaria del marzo 2016, svolge da anni un ruolo importante per la comunità italiana all’estero facilitando l’integrazione, l’inserimento, l’accoglimento e la partecipazione alla vita delle comunità locali, e assicurando la tutela dei diritti degli italiani all’estero mantenendo quell’identità culturale e linguistica di cui l’organismo è grande promotore.

 

Sebastiano URGU / Francia

Segretario della Commissione Sicurezza, Tutela Sociale e Sanitaria

Nato a Lilla

Enrico MUSELLA / Francia

Consigliere Commissione Sicurezza, Tutela Sociale e Sanitaria

Carlo Domenico ERIO / Francia

Consigliere Commissione Conferenza Permanente Stato, Regioni, Province Autonome, CGIE

Maria Chiara PRODI / Francia

Presidente Commissione Nuove Migrazioni e Generazioni Nuove

Deputati / Senatori

 

 

Le elezioni politiche italiane del 2013 per il rinnovo dei due rami del Parlamento Italiano - la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica -  si sono tenute il 24 e il 25 febbraio 2013 a seguito dello scioglimento anticipato delle Camere avvenuto il 22 dicembre 2012 quattro mesi prima della conclusione naturale della XVI legislatura.

Giovanni "Gianni" FARINA

Deputato eletto ripartizione estera Europa - Partito Democratico (Pd)

"Al servizio, da sempre, per una giusta causa"

 

Gli anni giovanili

Farina Giovanni (Gianni), nato a Caiolo (So) il 10 gennaio 1941. Diploma all’istituto tecnico per geometri.

Breve esperienza universitaria in scienze economiche a Milano. La mia prima breve esperienza fuori dall’Italia, dopo aver conseguito la maturità tecnica all’Istituto A De Simoni di Sondrio, fu in Savoia e precisamente nel villaggio di San Rémy de Maurienne, ospite dei leggendari boscaioli (bucherons) valtellinesi del mio villaggio natale. Tre mesi con loro sui monti del villaggio, osservando la vita dura e geniale di questi miei concittadini. Io, per la verità, fresco di studi, non ero in grado dia aiutarli salvo che in cucina a dare un contributo per preparare la saporita polenta quotidiana. Mi stupì, nonostante eravamo nel 1958, e la storia dell’Italia fascista non era stata amica della Savoia di Francia, l’amicizia dei valligiani francesi verso i leggendari boscaioli italiani.

Pensavo, in quel frangente, allo zio Lino Farina, il combattente antifascista vissuto in un periodo in Francia accanto a Sandro Pertini di cui fu compagno e amico fraterno.

Fui poi io, in un periodo recente, ad inaugurare la targa commemorativa per Sandro Pertini a Nizza, la città che lo accolse in un periodo buio della sua storia e di cui lui ne andava orgoglioso.

Gli anni dell’impegno professionale

Ho lavorato, dopo i due anni di università, come tecnico delle costruzioni stradali e civili in Africa. E precisamente in Libia nelle terre della Cirenaica, alla costruzione delle costruzioni stradali e del grande ponte sospeso di Wady al - kuf. Sei anni di duro e intensa attività in condizioni non affatto ideali per un giovane tecnico. Al termine della esperienza in Africa, l’impresa di costruzioni per la quale svolgevo la mia attività tecnica mi propose il trasferimento in Svizzera come addetto alla direzione di un tratto di costruzione ferroviaria e, in seguito, alla ricostruzione della galleria di 8 chilometri di Kaltbrunn nel San Gallese.

L’impegno culturale, sociale e politico

Al termine della mia esperienza professionale, durata sino al 1985, mi sono poi dedicato alla valorizzazione delle organizzazioni associative italiane in Svizzera di cui diressi il loro quindicinale molto diffuso - Realtà Nuova- impegnato nella difesa dei diritti dei nostri connazionali, minacciati, già dai primi anni settanta, dalle tante iniziative xenofobe iniziate con Schwarzenbach.

Sono stato, in quegli anni, un dirigente politico del maggior partito della sinistra italiana, in seguito, dirigente sindacale per l’emigrazione italiana in Svizzera ed in Francia, dal 1990 al duemila.

Durante la mia attività in Francia ho assunto la responsabilità dell’INCA, l’associazione istituita a difesa della comunità nazionale.

Ho goduto in quegli anni della fiducia e del sostegno degli emigrati italiani organizzati in Francia risultando il più eletto nel Consiglio Generale degli Italiani all’estero (CGIE ) corrispondente all’attuale Assemblea dei Francesi all’Estero. Come responsabile europeo del Consiglio ho stabilito un fruttuoso rapporto con tutte le organizzazioni sociali e politiche Francesi sostenendo con convinzione i processi integrativi della collettività italiana in Francia e sostenendo l’idea di fondo che gli italiani partecipassero con convinzione alle elezioni amministrative nella città francesi per dare un loro valido contributo al governo delle città e, per quanto riguarda le elezioni europee, scegliessero di optare per il voto in Francia ai candidati francesi.

Assieme agli altri membri dei Comitati consolari e del CGIE, scrivemmo ripetutamente al Presidente Francois Mitterrand perché intervenisse presso il ministro dell’interno affinché fosse facilitata l’iscrizione dei connazionali nei registri elettorali francesi.

Come membro del Consiglio Generale degli italiani all’estero, di cui sono stato – 1988 -2004 - segretario generale per l’Europa e l’Africa del nord, fui relatore ufficiale per l’Europa alla prima Conferenza nazionale degli italiani nel mondo.

Ho diretto per un decennio il periodico dell’emigrazione Realtà Nuova.

Ho collaborato e collaboro con periodici di formazione e informazione politica e culturale fra i quali, attualmente, il settimanale.

“La pagina”, edito a Zurigo. Ho scritto un mio libro “Storie” che racconta, fra l’altro, le vicende dei nostri emigrati nelle terre d’Europa e del mondo.

L’elezione in parlamento e sino ai nostri giorni

Sono stato eletto alla Camera dei Deputati nel 2006, lista l’Unione, riconfermato alle elezioni politiche del 2008 e del 2013 nelle liste del PD, circoscrizione Europea .

Componente, in tappe successive, delle Commissioni permanenti esteri – politiche dell’Unione europea, e Giustizia, ha svolto importanti funzioni all’ assemblea parlamentare della organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa – OSCE - dal 2006 al 2008 e del Consiglio d’Europa a Strasburgo dal 2008 al 2013.

Ho accompagnato spesso in tale funzione, importanti personaggi della politica italiana fra i quali, l’ex presidente del consiglio, Romano Prodi, relatore ufficiale a Metz per ricordare l’opera ed il pensiero di Robert Schumann, uno dei padri fondatori della nuova Europa.

Sono attualmente membro della Commissione Affari Esteri e delle politiche dell’Unione europea, della Giunta delle elezioni e dell’Unione interparlamentare mondiale (UIP) di cui sono componente permanente del comitato per le politiche medio-orientali e dei diritti umani.

La presidenza del gruppo parlamentare d’amicizia Italia Francia

Dal 2008 e sino al 2013 ho assunto la presidenza del gruppo interparlamentare di amicizia Italia Francia, un periodo di grandi trasformazioni, pensiamo al drammatico problema degli immigrati, che affrontammo in tanti nostri incontri e soprattutto quando guidai la delegazione parlamentare francese in visita in Italia a Lampedusa in uno dei momenti più difficili per i nostri due paesi, raccogliendo l’elogio della delegazione parlamentare francese. Le ripetute visite delle rispettive delegazioni in Francia ed in Italia, sono state per me momenti di ampio confronto e costruzione di rapporti politici e d’amicizia tra i rappresentanti delle due assemblee elettive.

Nella mia attuale responsabilità politica, torno spesso a Parigi, Lione, Metz, Chambery, Marsiglia e Nizza per continuare un fecondo e continuo rapporto con i connazionali ed i colleghi parlamentari dell’esagono, partendo dagli eletti francesi all’estero nel senato francese e attualmente all’assemblea.

Fatto a Roma il 05 ottobre 2017

 

 

Laura GARAVINI

Deputata eletta ripartizione estera Europa - Partito Democratico (Pd)

 

Carissime/i concittadini residenti nella Circoscrizione consolare di Marsiglia,

L’emigrazione italiana in Francia è una realtà secolare e ancora più datati sono i legami che, per ragioni storiche e geografiche, intercorrono fra la città di Marsiglia ed il nostro Paese.

In qualità di Deputata eletta nella Circoscrizione estero, nel continente europeo, contate su di me per domande, chiarimenti e informazioni riguardanti gli italiani all’estero e la situazione politica italiana.

Mi potete raggiungere via mail, all’indirizzo: garavini_l@camera.it , oppure seguire su Facebook o su Twitter. Potete leggere i miei contributi sul sito www.garavini.eu e iscrivervi alla mia newsletter gratuita, mensile: http://www.garavini.eu/iscrizione-newsletter/

Sarei molto lieta di potere partecipare ad iniziative che coinvolgano la nostra comunità a Marsiglia. Marsiglia sta vivendo una fase di rinnovamento, molto positiva: realtà marginali di degrado urbanistico vengono recuperate alla collettività, nuovi musei vengono aperti. Sempre più turisti decidono di scoprire questa interessante realtà e di visitarla.

Mi farebbe sicuramente piacere sentire dalla voce degli italiani in Francia l’esperienza di vita in questa città e nelle regioni circostanti: quali problemi si incontrano, quale tipo di supporto all’integrazione è stato predisposto dalle autorità locali.

Non esitate a contattarmi. A presto,

Laura Garavini, componente delle Commissioni Antimafia ed Esteri, e della Presidenza del Gruppo PD alla Camera.

 

Guglielmo PICCHI

Deputato eletto ripartizione estera Europa - Il Popolo delle libertà (Pdl)

Mario CARUSO

Deputato eletto ripartizione estera Europa - Con Monti per l'Italia

Claudio MICHELONI

Senatore eletto ripartizione estera Europa - Partito Democrato

Aldo DI BIAGIO

Senatore eletto ripartizione estera Europa - Movimento 5 Stelle - beppegrillo.it

Alessio TACCONI

Deputato eletto ripartizione estera Europa - Movimento 5 Stelle - beppegrillo.it

Personalità Istituzionali

Sergio Mattarella

Il 31 gennaio 2015 è stato eletto dodicesimo Presidente della Repubblica.

Paolo Gentiloni Silveri

Presidente del Consiglio dei Ministri 

Angelino Alfano

Dal 13 dicembre 2016 è Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale del Governo Gentiloni.

Ambasciatore Giandomenico Magliano

Ambasciatore d'Italia in Francia

Console Generale d'Italia a Marsiglia

Ex-Presidenti COMITES Marsiglia

Alfonso Osvaldo Del Vicario

1° Presidente CO.EM.IT (1985 - 1990)

Fils d'agriculteur, il est né à San Severo delle Puglie. Alors qu'il n'a que deux ans, les fascistes assassinent son père.
En 1940 lorsque la guerre éclate il est d'abord mobilisé sur le front russe. Blessé il est rapatrié en Italie, soigné puis envoyé en France.

Dès la capitulation de l'armée italienne, le 8 septembre 1943, il rejoint un camp de maquisards installé aux Mayons. Après tout un périple (Brue-Auriac, Mazaugues, Signes) il arrive au  Maquis de l'Auréliien dans les premiers jours de janvier 1944, en compagnie de André Screiber. Après avoir passé une semaine environ sur le plateau, au niveau du pas des Ifs, avec pour seul abri des cabanes faites de branchages, les hommes constituant le groupe dont il fait parti (notamment Richard Cassin et Gaston Beau) descendent s'installer à la bergerie Les Allées.
Fin février, il quitte Saint-Maximin pour rejoindre Marseille en car, puis Nice et Saint André les Alpes dans les Basses-Alpes en train, en compagnie de Henri Giglioli. La dernière partie du trajet jusqu'à Lambruisse est effectuée à pied.
Le 6 avril 1944 le camp installé à la ferme Laval à Lambruisse est attaqué.

Alfonso Del Vicario est capturé, et exécuté dans la bergerie comme tous ses camarades blessés, d'une balle dans le dos par l'officier commandant le détachement allemand, Karl Staudacker. L'édifice est ensuite incendié.
Il est laissé pour mort mais la balle a été dévié par l'omoplate. Après le départ des Allemands, rassemblant ce qui lui reste d'énergie, il parvient à se traîner jusqu'à un hameau proche "La Rouine" où il est recueilli et soigné par la famille Pelestor.
Remis sur pied, il rejoint Brignoles, où il participe aux combats de la Libération.

"Il aurait dû partir un jour d’avril 1944, dans le maquis, a Lambruisse, dans les Alpes de Haute Provence,  mais ce jour-là, la mort n’a pas voulu de lui. Elle lui a donné un sursis de plus de cinquante ans. Lui qui avait survécu aux rudesses du front de l’Est, lui qui avait subi le régime fasciste et qui en avait payé le prix, il avait échappé encore une fois à la grande faucheuse qui n’épargnait guère ses camarades de maquis. Soigné par des paysans, remis sur pied, il a rejoint Brignoles et continué dans la Résistance. Dans le Var, puis à Marseille, il n’a cessé de travailler après la libération à l’amitié entre les peuples italien et français. Humaniste, sensible, conteur émouvant, excellent dessinateur qui a laissé plusieurs croquis de son temps de maquis. Alfonso était aussi un poète."

Voici, pour lui rendre hommage un de ses poèmes qui le dépeint.

A l’occasion de ma mort 6 avril 1944

Comme la nature est belle

Pour celui qui vient de l’autre monde

La joie est pure et profonde

Et désormais je ne me perds plus

Si je tombe encore à terre

Le brave Lucifer me rattrape.

Je suis mort ce mois-ci

Le sixième jour, jeudi,

Mais la mort très courtoise

Me dit : non, reste encore ici ;

Ce n’est pas pour toi un jour funeste

Cours, va et  prends celui-ci.

Je suis parti, en haut sur les montagnes

Avec deux trous dans la poitrine

Je suis arrivé entre deux sources

Qui étaient là en face de moi.

Des rochers j’ai sautés

Comme un grillon insouciant.

Il faisait nuit, mais la lune

De là-haut, me guidait

Et avec elle la chance

Affectueusement m’aidait

J’ai suivi le cours du torrent

Jusqu’au moment où je découvris

Une douce lumière.

C’était une lumière de mon imagination

Dont un sentier me fit don

Mon cœur prit le chemin

Qui me conduisit au village.

Merci, dis-je à ma bonne étoile,

Pour cette fois, tout va bien.

 

Alfonso Osvaldo Del Vicario

Traduction : Hèlène Bernaldo de Quiros.

 

Rodolfo Amadeo

Presidente COM.IT.ES. (1991 - 1996)

Nato il 07/07/1931 à Sanremo (IM)

Intervento di Rodolfo Amadeo durante la tavola rotonda "La contribution de l’émigration italienne à la Résistance française dans le Sud de la France et dans le Nord de la Corse, pendant la Seconde guerre mondiale."

(Tavola rotonda organizzata, sotto l'egida del Consolato Generale d'Italia, dal COM.IT.ES. in collaborazione con l'A.N.P.I., la FILEF, i Patronati ITAL-UIL e INCA, la U.I.M. e l'Istituto Culturale Italiano.)

 

"Nel 70° anniversario della Resistenza francese, dovrosamente abbiamo voluto organizzare quest’incontro per far conoscere e ricordare il contributo dato dall’emigrazione italiana alla Resistenza francese contro il nazi-fascismo. Graziealla lotta e al sacrificio di questi uomini, c’è stata l’affermazione del Pace e della democrazia nel nostro continente.

Questa giornata ci permette anche di ricordare la storia dell’emigrazione italiana in Europa e il contributo dato alla Resistenza dell’intero continente. Storia poco conosciuta e in parte dimenticata, è nostro dovere mantenerne viva la memoria e trasmetterla alle nuove generazioni perché senza memoria di ciò che è stato non c’è futuro.

L’emigrazione di massa italiana in Francia inizia nei primi anni del XIX secolo, i motivi sono prevalentemente economici. Negli anni 20 del Novecento, alla fine della prima Guerra mondiale e con l’avvento del Fascismo in Italia alle motivazioni economiche si aggiungono quelle politiche. Gli antifascisti sono costretti alla clandestinità e all’emigrazione. Fra le tante mete di una diaspora che pareva inarrestabile, spicca la Francia. Qui, il popolo di questo Paese dimostrò uno spirito di straordinaria solidarietà che permise a tutto l’antifascismo di sopravvivere e di organizzarsi. Quegli uomini, seppur divisi ideologicamente, si trascinavano

dietro le divisioni già esistenti in Italia - divergenze che causarono anche duri confronti – riuscirono comunque a superarle dando dignità a tutta l’emigrazione, e creando un fronte antifascista composto da organizzazioni democratiche di diverse tendenze politiche. Quella a ricca esperienza di democrazia sociale e culturale fornirà poi, a guerra finita, un importante contributo per l’affermazione della democrazia nel nostro Paese.

In quel periodo si pubblicarono settimanali, mensili in lingua italiana, come ad esempio il settimanale “La libertà” diretto dai fratelli Carloe Nello Rosselli, di Giustizia e Libertà.

Furono assassinati nel 1937 a Bagnoles de l’Orne per ordine di Mussolini dai sicari dall’O.V.R.A., la speciale polizia politica istituita nel 1926 con il compito di sorvegliare e reprimere ogni attività contraria al regime. Nello stesso anno, il 15 febbraio 1926, moriva esule a Parigi, a causa delle bastonature ricevute in patria, Piero Gobetti, intellettuale liberale amico di Antonio Gramsci.

Gli emigrati italiani, rifugiati politici in testa,parteciparono con slancio alle lotte politico-sociali accanto ai democratici francesi, esemplare,in tal senso, la numerosa presenza di Italiani nel Comitato di rivendicazioni dei cantieri navali di La Ciotat. La vittoria del Fronte Popolare permise conquiste sociali che furono, senza alcun dubbio, le più avanzate del mondo di allora: settimana lavorativa di 40 ore, ferie pagate, sicurezza sociale ecc. In quegli anni si registrò il più altogrado di integrazione mai registrato.

Integrazione vera, non come avvenne dopo la Seconda Guerra Mondiale con quell’umiliante assimilazione che risultò decisamente inutile per entrambi i Paesi.

Già negli anni ’30 l’emigrazione seppe dare un grande contributo alla lotta antifascista, contro il Franchismo in Spagna con le Brigate Internazionali. Poi nel 1940, allo scoppio della guerra.

gli Italiani che già avevano una certa organizzazione, diedero vita a quell’unità antifascista che avrà grandissima importanza nella Resistenza in Italia.

Detto questo non vogliamo tacere, e tanto meno nascondere, le responsabilità oggettive della guerra causata dal nazi-fascismo e delle atrocità commesse dagli eserciti italiani e tedeschi nei Paesi occupati, Sud della Francia e Corsica comprese. Occorre però considerare che le forze armate di ogni Paese dipendono direttamente dalle forze politiche in quel momento al governo, dal potere e dal consenso su cui possono contare. Contrastare e combattere la propaganda martellante del regime fu uno dei tanti compiti cui furono chiamati gli antifascisti di ogni Paese. Fra gli italiani era imperativo far emergere la realtà della guerra di aggressione portata avanti dalle potenze dell’Asse, denunciare e condannare senza esitazione le azioni criminali commesse delle milizie fasciste e dall’esercito italiano nei Paesi occupati.

Nel sud della Francia e in Corsica l’antifascismo portò avanti questo lavoro con tenacia, in prima fila i comunisti. Un dirigente della Direzione del P.C.I., Emilio Sereni, fu arrestato dalle milizie fasciste mentre si intratteneva con i militari italiani, nelle Alpi Marittime nell’entroterra di Nizza. Lavoro politico rischiosoma quanto mai necessario, che diede a tanti soldati una visione e obiettivi nuovi. Sorpresi dall’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre del 1943 lontani dall’Italia, molti soldati di un Regio esercito ormai allo sbando si unirono volontariamente ai Resistenti di tutti quei Paesi occupati, combattendo fianco a fianco fino alla vittoria contro il nazi-fascismo.

A questo proposito è doveroso ricordare un episodiosemi sconosciuto, e da tempo finito nel dimenticatoio, riguarda la liberazione della Corsica del Nord ad opera di una nutrita parte di quell’esercito italiano che arrivato al dunque non ha avuto incertezze circa la decisione da prendere. Poc’anzi sostenevo che le forze armate dipendono strettamente da quelle politiche al potere, nel nostro caso sono state le vere le responsabili dell’invasione fascista della Corsica.

I militari italiani, l’ 8 settembre del 1943, non ci pensarono un attimo, immediatamente e in modo volontario impugnarono le armi contro Wermachte SS, ben coscienti della necessità di battersi per la libertà contro il nazi-fascismo.

Hanno combattuto per un mese dall’8 settembre al 4 ottobre assieme ai pochi partigiani Corsi.

Hanno pagato un alto tributo di sangue, centinaia di morti e feriti, ma a liberazione avvenuta arrivò l’esercito della Francia libera composto in maggioranza da truppe coloniali e per primo sfilò lunghe le strade di Bastia già libera.

Dico questo, credetemi, senza alcun spirito revanscista, ma semplicemente rivendicando per il sacrificio di questi uomini un minimo di riconoscenza da parte delle autorità francesi. Oggi, qui, lo chiediamo con forza a nome di tutta la Resistenza.

Gli italiani, come dimostra la storia, hanno saputofornire un grande contributo di idee e di sangue alla lotta contro il nazi-fascismo in tutta Europa. Allo stesso modo, e con uguale forza, va ricordato che la partecipazione internazionale alla Resistenza francese ha visto antifascisti tedeschi, austriaci, spagnoli, bulgari, rumeni, russi, arabi. Ciò fece di Marsiglia la capitale della Resistenza europea.

Per onorare il contributo dato dagli italiani alla Resistenza francese abbiamo scelto tre uomini, tre eroi, che a nostro avviso rappresentano degnamente l’emigrazione antifascista presente e attiva nella Resistenza. Alfonso Osvaldo , GiulianoPajetta, Charles Barontini.

Personalmente ho avuto il piacere e l’onore di averli conosciuti questi tre uomini.

Con due di loro ho lavorato politicamente in veste di funzionario del Partito Comunista Italiano. Allora Giuliano Pajetta era il responsabile della sezione Emigrazione della direzione del P.C.I. e il mio lavoro nell’emigrazione si svolgeva in Francia, Germania, Svizzera, Canada, Argentina.

Da Giuliano ricevetti un grande insegnamento politico culturale, il suo impegno politico nella Resistenza lo portò sempre avanti con serietà e intelligenza. In Spagna come in Francia, in Italia e con la stessa determinazione lo continuò anche da prigioniero a Mauthausen. La sua scelta antifascista e il conseguente impegno nella resistenza contro Fascismo e Nazismo iniziò e 16 anni e proseguì anche nel campo di concentramento di Mauthausen dove divenne uno dei dirigenti della resistenza interna del campo. Nella sua costruzione ebbero grandissima importanza i deportati comunisti, di formazione internazionalista e forti di un’esperienza maturata nella clandestinità. Uomo di grande e profonda cultura, alla liberazione del campo, nel maggio 945, fu Giuliano Pajetta a prendere l’iniziativa di organizzare la libertà ritrovata parlando ai deportati, un discorso a braccio recitato nelle cinque lingue da lui conosciute. Di lui conservo ancora tutte le sue lettere, un epistolario che lascerò a mio nipote perché quelle lettere sono vere lezioni di vita. Della sua figuradi uomo e di militante meglio di me ne parlerà, con la sua testimonianza, la figlia Elvira. Con Charles Barontini ci conoscemmo durante le campagne elettorali del P.C.I. in seno all’emigrazione. Ero stato chiamato, insieme ad altri compagni, a svolgere il lavoro di propaganda in collaborazione con il Partito Comunista francese. Barontini allora era il responsabile del lavoro nelle immigrazioni del P.C. F., compagno di grandi capacità, il lavoro nelle immigrazioni lo svolgeva con intelligenza e grande umanità, anche perché il dramma dell’emigrazione l’aveva conosciuto sulla propria pelle nelle saline della Camargue.

Barontini fu tra degli organizzatori della Resistenza nella zona di Arles. Fini in carcere a Nimes e li trovò Giuliano Pajetta e Sciapparelli, insieme evasero e raggiunsero i partigiani nelle Cévennes.

Con lo stesso impegno profuso nella Resistenza, affrontò la difesa e le lotte per garantire i diritti degli immigrati. Per conoscerlo meglio verrà proiettato un documentario dove lui stesso racconta la sua esperienza.

Nel 1986 per conto del sindacato italiano CGIL, venni a dirigere l’ufficio INCA di Marsiglia, questo nuovo lavoro mi permise di conoscere Alfonso. Uomo straordinario, dotato di grande umanità e di rara intelligenza. Impiegato esemplare del Consolato ha svolto per quattro anni il lavoro sociale con serietà e passione. Un impegno sociale e politico che continuò anche fuori dal proprio ambito professionale. Si impegnò affinché la Resistenza italiana avesse un monumento a Marsiglia - oggi lo potete ammirare in piazza Caffo alla Belle de Mai - e un cimitero militare franco-italiani a Saint Mandrier sur Mer nel Var;

Di parlare in merito alla partecipazione di Del Vicario alla Resistenza cedo volentieri il compito allo storico Gregoire Georges Picot. Nel suo libro “L’Innocence et La Ruse” ne parla Ampiamente.

Vorrei però dire qualcosa su quella parte meno conosciuta della sua vita. Alfonso nasce a San Severo delle Puglie, da famiglia benestante. Il padre è un agricoltore impegnato politicamente nella lotta contro il caporalato. Siamo nei primi anni ’20. Al servizio dei latifondisti i “caporali” con l’avvento del Fascismo si trasformano velocemente in ferventi camerati indossando la camicia nera. Di fatto non cambia nulla, anzi peggiora visto che anche ai latifondisti piace il nuovo ordine. Il padre di Alfonso continua la sua lotta anche contro il Fascismo.

Azione decisa, che gli procura nuovi nemici. Le squadracce fasciste di Starace, uomo fidato di Mussolini, lo uccidono a bastonate fra le mura della sua stessa casa. Alfonso ha appena due anni, rimasto orfano di lui si occupa uno zio che lo porta con sé a Milano. Alfonso cresce, i parenti lo accudiscono, lo fanno studiare. É figliodi una delle prime vittime del regime, guardare con crescente interesse gli appare come unimpegno naturale.

Quando nel giugno del 1940 l’Italia entra in guerraa fianco della Germania nazista, Alfonso parte militare. Nel ’41 lo mandano sul fronte russo con l’Armata italiana, resta ferito. Si salva grazie all’aiuto di alcuni contadini russi. Rimpatriato è curato all’ospedale di Livorno. Guarito torna al fronte, con la Quarta Armata in Francia. All’8 settembre la sua scelta è immediata, si unisce agli uomini del Maquis. Dopo la liberazione nella Francia del Sud, c’è la necessità di aiutare gli italiani, Del Vicario si mette in contatto con il Governo provvisorio italiano, e apre il consolato a Tolone, nel Var. Dopo la liberazione dell’Italia nel 1945, altri consolati aprirono i battenti in Francia. Alfonso fu trasferito in quello di Marsiglia. Qui il suo lavoro era ben voluto e apprezzato da impiegati e consoli, dagli italiani già residenti nella e da quelli in arrivo. Arrivavano a migliaia, una nuova emigrazione di massa. Braccia che l’Italia “cedeva” al Belgio, alla Francia in cambio di carbone. In tanti arrivavano con i documenti in regola, ancora di più quelli che entravano clandestinamente attraversando le montagne e che poi si rivolgevano a per regolarizzarsi e evitare l’espulsione.

Anche lui però aveva bisogno di regolarizzare, di rendere più stabile la sua posizione. Forte delle sue indubbie qualità intellettuali si iscrisse al primo concorso che si aprì, risultò vincitore ma non fu mai promosso, e neppure inserito in graduatoria. Finì sorvegliato dai servizi segreti italiani, i suoi spostamenti attentamente seguiti e la sua corrispondenza controllata da quegli stessi servizi che nella “versione deviata” finirono immischiati nei vari attentati di matrice fascista che a più riprese insanguinarono l’Italia fino al 2 agosto 1980.

Questo è ringraziamento che le autorità italiane diedero ad un combattente per le libertà democratiche di nome Alfonso Osvaldo. Cari connazionali e cari amici francesi oggi il cielo d’Europa appare via via più scuro, il vento nero del populismo soffia sulle braci di un malessere crescente. Non si presenta più con il ghigno feroce di quello già conosciuto fra gli anni ‘20 e ‘30 del Novecento. È meno aggressivo ma più subdolo e, proprio per questo, digran lunga più pericoloso. La storia ci insegna che il populismo è sempre l’anticamera di una svolta autoritaria, più soft di una dittatura dichiarata ma pur sempre parente stretta del fascismo.

Per arrestare questo imminente pericolo occorre che, guardando al di sopra delle reciproche divergenze ideologiche, le forze democratiche e antifasciste europee si uniscano ancora una volta, come già fecero ieri nella Resistenza, per sconfiggerlo.

Lo dobbiamo alle nuove generazioni."

Rodolfo Amadeo